venerdì 30 ottobre 2009

BERSANI: NEOSEGRETARIO DEL PD

Domenica 25 ottobre, l'ex comunista emiliano Pierluigi Bersani è stato eletto nuovo segretario del Partito Democratico. La vittoria è stata netta, con oltre la metà dei circa tremila voti a suo favore.
Le motivazioni che lo hanno spinto a candidarsi sono state le seguenti: combattere la precarietà del lavoro, correggere gli errori dei primi venti mesi del PD, creare un Partito nuovo, veramente democratico e senza un padrone, realizzando il testo costituzionale, dialogare col Parlamento e far cadere il muro che separa il sistema politico dall'informazione e dalla realtà.
Il motto che ha accompagnato la campagna elettorale di Bersani è stato “Un senso a questa storia”, riprendendo le parole di una celebre canzone del conterraneo Vasco Rossi. Il neosegretario del PD, infatti, intende dare un senso alla storia della politica italiana ripartendo dalla gente, andando nei posti dove stanno le persone vere e cercando di risolvere due piaghe sociali: la mancanza di lavoro e la precarietà.
Traducendo subito in pratica la sua filosofia politica, come una forza concreta senza gli eccessi della simbologia e dei troppi discorsi, Bersani ha iniziato il suo primo giorno da segretario in una ditta tessile di Prato. Ha scelto di visitare una piccola impresa pratese e di ascoltare le esigenze dei suoi lavoratori, sia perchè egli è figlio di artigiani, sia perchè questa città rappresenta il cuore dell'attuale crisi economica, lacerata dalle conseguenze dei tagli occupazionali, della globalizzazione e della concorrenza cinese.
Quello che si augurano ora gli elettori è un cambiamento nella struttura sociale, una revisione di molti provvedimenti politici ed un generale miglioramento nelle condizioni di vita degli italiani, contro soprusi ed ingiustizie!

venerdì 23 ottobre 2009

IL MADE IN ITALY DERISO ALL' ESTERO

Mentre il Presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama, accoglie con sorpresa ed umiltà il Premio Nobel per la pace, il Presidente del Consiglio italiano mette in ridicolo il nostro Paese.
Dopo aver mandato in fumo le aspettative di benessere dei cittadini italiani e dopo essere stato il protagonista di una politica corrotta, che ha fatto da palcoscenico a nani, preti, comici, avvocati difensori, rappresentanti, scudi fiscali, ballerine, vallette, meretrici ed in cerca di occupazione varia, Berlusconi vuol prendersi gioco anche della Corte Costituzionale, ritenendo i magistrati che hanno bocciato il Lodo Alfano “di sinistra”. In riferimento a tale questione, è arrivato pure a criticare il Presidente della Repubblica, per non aver bloccato l'iter giudiziario.
Chi è con Silvio, chi sta dalla sua parte “politica” e gli stende lunghe guide rosse, è un giusto, un forte, un vincitore, invece chi è nell'opposizione, chi racconta come stanno realmente i fatti, chi è chiamato a giudicare le scorrettezze delle sue azioni, è un ingiusto, un debole, un perdente. In pratica, qualsiasi persona contraddica la sua “politica” del “belli apparire” e “brutti essere”, viene marchiato come un esponente “di sinistra”, quindi un nemico di colui che vuol avere sempre più potere, da esercitare a fini personali, come gli pare e piace. Sì, perchè è Berlusconi stesso ad autoproclamarsi il miglior Presidente del Consiglio che l'Italia abbia mai avuto e mai avrà, ed è sempre lui a non aver la minima cura degli altri, degli interessi altrui, dei bisogni del popolo, della gente comune, offendendo chi lo contesta, con un linguaggio volgare da stadio.
In questo modo viene distrutto il Bel Paese, lo stivale ricco di preziosi patrimoni storico-artistici, la penisola che vanta variegati paesaggi ambientali fonte di attrazione turistica, il Made in Italy di prodotti artigianali che non possono avere concorrenti. Noi ed i nostri avi non ci meritiamo di essere trattati in questo modo, dopo che si è a lungo combattuto per ottenere l'unità d'Italia, dopo che si è difeso la nostra terra fino alla morte, dopo che si è lavorato con impegno e passione, dopo che si è scesi in piazza a protestare per il riconoscimento dei diritti civili e dopo che è stata scritta la nostra Costituzione, nella quale è riconosciuto che tutti gli uomini sono uguali di fronte alla legge.
Siamo purtroppo arrivati ad un capolinea, ad uno stravolgimento tanto radicale dell'etica e dei costumi di vita generali, che anche all'estero rimangono increduli e ci deridono, perchè continuiamo a farci governare da uno show-man ridicolo, quando ormai i tempi dei giullari di corte sono passati.
Le nazioni che vantano una storia politica basata sulla democrazia non ammettono minimamente che un Capo del Consiglio si travesta da cavaliere mascherato, da proprietario di svariati mezzi d'informazione, da sfruttatore della prostituzione, da paladino delle falsità, da esempio del potere assoluto, da campione dei barzellettieri e da fautore di una politica in stile reality. Un uomo così, all'estero, sarebbe stato subito dimesso dalla sua carica; ma prima non sarebbe stato neanche votato e, prima ancora, non avrebbe avuto la possibilità di schierarsi in una lista parlamentare.
Riflettiamoci, noi Italiani!

giovedì 22 ottobre 2009

MAGGIOR CONTROLLO ALLA GUIDA!

Torno a riproporre all'attenzione pubblica un tema di interesse generale, anche se trascurato dal buon senso civile: quello delle regole del codice stradale, da rispettare quando si è alla guida.
Viaggiando quotidianamente per lavoro su strade urbane ed extraurbane, noto con grande rabbia e dispiacere come l'automobilista medio italiano guidi male, commettendo spesso numerose infrazioni, come:
sorpassi azzardati (in curva, con la linea continua, superando diverse auto insieme)
uso del cellulare alla guida
sosta dell'auto in luoghi sconvenienti (sul marciapiede, lungo le rotatorie)
segnali dell'obbligo quali “stop” e “dare la precedenza” del tutto ignorati
velocità ai limiti (anche della lentezza)
interruzioni brusche del veicolo (in mezzo alla strada, senza segnalazioni)
distanza di sicurezza non rispettata (a rischio, in caso di frenata)
mancanza di segnalazioni (in caso di deviazione dalla corsia principale)
controllo poco stabile del mezzo (ai lati della carreggiata o sulla corsia opposta).
Non essendo un vigile, non intendo dilungarmi sull'elenco delle infrazioni stradali, ma rivolgo un appello ai lettori automobilisti ed ai loro amici, affinchè abbiano maggior controllo alla guida, sia per se stessi che per gli altri, che si trovano a transitare sulle medesime strade.
Rinfrescatevi la memoria con le nozioni teoriche e pratiche (soprattutto!) apprese durante i corsi di scuola-guida, anche se son passati tanti anni da quando avete preso la patente!

martedì 6 ottobre 2009

RACCONTI DEL MISTERO N. 1 e N. 2

1.


Jessica Pemberton, quella notte, si alzò dal suo letto singolo per andare in bagno.
Non si era subito resa conto di essere sveglia, perchè credeva ancora di trascinare dietro al peso del suo corpo anche quello degli ultimi spiriti del sonno. Nel tragitto che separava la sua camera dal bagno, molleggiava agli stanchi passi la slavata vestaglia da notte indossata sgraziatamente. Intanto, un silenzio assordante le rimbombava intorno!
Con gli occhi mezzi chiusi, Jessica raggiunse la tazza del W.C., dentro alla quale fece scorrere violentemente un getto di urina. Liberatasi dalle sostanze tossiche che gravavano sulla sua pancia, la ragazza si girò verso il muro per premere il pulsante dell’acqua. Ci provò più volte, ma la pressione delle sue delicate dita non riuscì ad azionare lo scarico.
Spazientita e distrutta dalla stanchezza, decise di tornarsene a dormire.
Mosso appena il piede sinistro, dalla parete opposta della stanza, vide levarsi dal centro del bidet un braccio metallico semirigido, che sembrava una risposta, a scoppio ritardato, alle sue spinte sul pulsante. L’estraneo corpo accigliato si allungava ad ogni battito del cuore di Jessica, tirando fuori dei sudici artigli puzzolenti e spalancando una bocca voraginosa.
La giovane viveva degli attimi di terrore, di incredulità, di sgomento e di nebulosità, tra il sogno e la realtà ……
Riprovò ancora a premere sul pulsante del W.C., ottenendo lo stesso risultato: si ingrandiva l’oggetto mostruoso che, nella sua progressiva deformazione, vomitava dalle articolazioni pus, calcare, grasso, polvere, feci, vermi, sangue, residui oleosi e schiumosi.
A quel punto, la povera innocente si sentì la protagonista dell’orribile scena, l’eroina che avrebbe vinto contro “il cattivo”, portando a lieto fine lo spettacolo.
Il dubbio di essere vittima di un incubo, balenatole prima nella mente, scomparve, lasciando spazio alla percezione effettiva di ciò che vedeva, di ciò che odorava, di ciò che udiva. Iniziò così una battaglia combattuta col coraggio, con la determinazione e con una rinnovata ed improvvisa forza fisica. Una battaglia già vinta in partenza, perché quel che ora rimaneva di uno scherzo della natura era un misero tubo arrugginito, il residuo di un virus composto da un’alta carica batterica, che aveva contagiato il corpo di Jessica e che adesso lei vedeva sgretolarsi.
Jessica si trovava davanti allo scheletro della sua sconfitta malattia paralizzante!

2.


La piccola Doroty non voleva che venisse mai notte, perché il buio la faceva piangere.
Ogni volta, infatti, che doveva andare a dormire, si rattristava al solo pensiero di dover abbandonare i giochi all’aria aperta. Si sentiva allora stretta nella sua cameretta, persa tra le oscure tenebre ed assalita da radicate paure che le trattenevano le lenzuola. Le cominciavano a battere i denti, la pelle le si raffreddava e gli oggetti che le stavano intorno venivano di colpo cancellati, con un clic di lampada.
Fu così che Doroty decise di attuare in piano per superare i suoi timori: tenere alzata la serranda della finestra di camera per ricevere un po’ di luce anche dalla luna. In quel modo poteva continuare a sentirsi parte della natura, a fantasticare su quanto è grande l’universo ed a percepire la protezione delle gialle stelle. E quando si infilava nel lettino, inventava storie di magia e d’avventura, addormentandosi pian piano e facendo sogni d’oro.
Ma una notte Doroty assistette alla brusca interruzione della sua serenità: sua madre, sentendola canticchiare e notando una strana luce nel corridoio, piombò nel suo angolo di paradiso. Come una furia le ordinò di dormire, le abbassò violentemente le coperte che la nascondevano e di colpo srotolò la serranda della finestra.
La bambina, da adulta, avrebbe ricordato quella scenata come l’inizio di ingiuste, insensate ed inaudite punizioni a suo danno.
Una malinconia subito la invase, il corpicino le cominciò a tremare ed un senso di nausea le si sprigionò dallo stomaco. Non si era mai ritrovata prima in uno stato del genere: era come se le avessero lanciato una bomba nella testa fino a ridurla in cenere.
Quella notte Doroty dormì male, per l’agitazione e per i frequenti risvegli allarmanti nel sonno. Da lì in poi, le notti da incubo si ripeterono in maniera costante e, in una di queste, gli occhi della piccola rifletterono un’immagine straziante. Sull’avvolgibile abbassato della finestra si erano posati due corpi languidi e senza vita di due donne coperte da lunghe vesti bianche! Sembravano due grandi farfalle umanizzate spiaccicate dall’ossessione, come pure due fantasmi esibizionisti.
La bambina riconobbe in quelle figure due malvagie presenze femminili che, da ancelle di angeli demoniaci, erano venute ad annientare la sua felicità.
Rimediò così ad un macchinato progetto di tortura, illuminando le sue notti con una piccola torcia elettrica di Topolino, posta vicino al suo cuore.

domenica 27 settembre 2009

LA SCUOLA PRECARIA

La Scuola pubblica italiana sta vivendo, oggi come non mai, una grave situazione di precarietà e di svalutazione del suo ruolo educativo.
Quando si legge o si sente parlare di “crisi”, prima ancora di pensare alla crisi finanziaria, che investe l'ambito economico, si dovrebbe pensare subito alla crisi culturale, quella che investe, indistintamente, tutti i cittadini di uno Stato.
Se si è convinti che le vittime, le uniche vittime dei tagli alla Scuola siano gli insegnanti, da anni precari o addirittura senza neanche un contratto a tempo determinato, ci si sbaglia. E' vero che i docenti soffrono in primis le ingiustizie della Riforma Gelmini/Tremonti, ma coloro che a lunga scadenza patiranno una fame di sapere sono i bambini, i ragazzi, gli adolescenti, gli uomini e le donne di domani, la generazione futura, privata di un diritto inalienabile. L'articolo 34 della nostra Costituzione recita: "La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi".
Vediamo, invece, quali incoerenze sono state emanate o non modificate dall'attuale governo:
1.Una scuola su due in Italia non è costruita secondo le norme di sicurezza;
2.E' aumentato l' investimento nella scuola privata e diminuito quello nella scuola pubblica;
3.Il numero dei docenti varia in modo inversamente proporzionale rispetto a quello degli alunni, perchè aumentano gli alunni e diminuiscono i professori;
4.I precari sono e saranno sempre più precari;
5.Diminuendo il numero di insegnanti in servizio, diminuisce il tempo-scuola degli studenti;
6.Si eliminano le ore di Italiano messe a disposizione nelle scuole medie per corsi di recupero, sostituendole con altre ore per gli stessi corsi di recupero all'Università;
7.Non potrà essere superata la soglia del 30% di studenti extracomunitari per classe;
8.Si riducono gli incentivi alle scuole serali, frequentate da adulti che intendono ottenere la licenza media o il diploma di maturità;
9.Lo stipendio di un insegnante è paragonabile a quello di un operatore ecologico (con tutto rispetto per la classe lavoratrice in questione);
10.Le ore di lavoro settimanali svolte da un docente non dovrebbero essere contate soltanto in base alle ore di lezione della mattina, ma anche in base al compimento della programmazione didattica;
11.Nelle scuole italiane manca un supervisore che controlli l'effettiva programmazione didattica svolta dai docenti e che valuti l'organizzazione degli istituti;
12.Nelle scuole italiane spesso manca il materiale di base col quale e nel quale lavorare: fogli, gessi, toner, carta, aule, lavagne, cartine geografiche, laboratori;
13.Si eliminano le SSIS (Scuole di Specializzazione per l'Insegnamento nelle Secondarie, frequentate dopo la laurea ed il superamento di un concorso a numero chiuso, della durata di due anni, con studio intenso, esami e tirocini) e si istituiscono i corsi di abilitazione all'insegnamento, che dureranno un solo anno;
14.L'età media degli insegnanti italiani è di gran lunga superiore a quella dei colleghi stranieri.
Analizziamo, nello specifico, i gravi danni diretti contro il sistema scolastico statale.
Intanto il più importante, che compromette l'accesso agli edifici scolastici: la sicurezza, poiché la metà delle scuole italiane non è costruita a norma di legge, o per carenza di fondi o perchè risale a più di trenta anni fa. L'indagine è stata eseguita di recente, nello scorso a.s., in seguito alla morte di uno studente di scuola superiore a Torino, vittima di un tubo rugginoso che è caduto dal soffitto di un'aula. Si può morire a scuola? Si può morire in un ambiente che dovrebbe garantire il benessere e la crescita dei ragazzi? Si può morire, rispettando il diritto e il dovere allo studio? Nonostante ogni risposta a queste domande sia negativa (a rigor di logica), questo è successo! In una Repubblica che ha firmato una carta costituzionale.
Il secondo punto della lunga lista di critiche alla riforma della scuola, sembra più una barzelletta che altro. Com'è possibile che, anche solo per definizione, un Ministero della Pubblica Istruzione riduca in maniera massiccia e progressiva (fino al 2012) gli investimenti nelle scuole pubbliche, a favore di quelle private? Da ciò deduciamo facilmente che, oltre a non rispettare il titolo di “Pubblica Istruzione”, il governo considera le scuole al pari di aziende, dove colui che un tempo veniva chiamato soltanto “preside”, oggi riceve sempre più l'appellativo di “dirigente scolastico”; dove si divulgano i Piani delle Offerte Formative come volantini pubblicitari; dove si fa molta politica e poca formazione. Viene diffuso quindi un messaggio deviato, secondo il quale le scuole pubbliche hanno minor potere rispetto a quelle private, che dispongono di più capitali per pagare docenti e per impartire agli alunni un livello d'istruzione che vuol essere migliore. Ci sarà quindi una massa di cittadini che continuerà a mandare i propri figli nelle scuole pubbliche, mentre i figli di manager e imprenditori potranno accedere a percorsi formativi privilegiati, riproponendo una passata distinzione sociale tra ricchi e poveri, senza la tutela, questi ultimi, dello Stato.
Un' altra incoerenza che penalizza enormemente la scuola statale, trova origine nell' inadeguatezza numerica degli insegnanti, a fronte di un consistente aumento degli studenti. Con questo triste scenario sono state formate classi con più di 25 alunni (numero massimo consentito dalla legge), sono sparite alcune sezioni e sono state accorpate alcune classi di anni diversi, nella scuola media.
Intensificando poi la situazione di precarietà dei docenti, che comprende una riduzione o un'eliminazione dell'orario di lavoro, una paga ridotta, una rassegnazione di fondo all'insegnamento ed uno sbarramento alle capacità educative e ai metodi didattici accumulati, non si garantisce la continuità scolastica, cioè la possibilità per un alunno di avere lo stesso insegnante per tutto il percorso di studi. La continuità favorirebbe sia gli studenti che gli insegnanti, per la conoscenza reciproca che hanno, per il modo avviato di organizzare i compiti e di prepararsi all'esame finale del ciclo scolastico.
Altre opportunità di apprendimento che sono ridotte o che vengono a mancare con la diminuzione dei docenti sono: il tempo pieno, con rientri pomeridiani; le classi aperte, con corsi di recupero, consolidamento o potenziamento, a seconda del livello raggiunto dall'alunno; e le attività laboratoriali, per approfondire specifici argomenti di studio e per tradurli in pratiche alternative come le rappresentazioni teatrali.
Un'incoerenza bella e buona della Riforma Gelmini/Tremonti è l'eliminazione delle ore di Italiano messe a disposizione nelle scuole medie per corsi di recupero, sostituendole con altre ore per gli stessi corsi di recupero all'Università. Questa manovra è assurda, non ha proprio senso! Ma come, si muovono dei fondi da una parte all'altra dell'istruzione, per indirizzarli ad una stessa finalità, cioè il ripasso della lingua italiana? Il recupero delle nozioni di base della grammatica italiana deve avvenire alle scuole medie (secondarie di primo grado), perchè rientra espressamente nel programma didattico del triennio di studi, durante la fase critica di apprendimento, nella quale gli studenti sono chiamati ad imparare a scrivere correttamente ed a formulare messaggi di senso compiuto. Ma credere di riuscire a colmare le lacune linguistiche a diciotto-venti anni di età, quando ormai uno studente universitario ha incamerato un certo modo di esprimersi, ripetendo magari automaticamente alcuni errori ortografici e morfologici, è quasi un'utopia! E' come dare il tempo agli alunni per diventare asini finchè, di fronte all'evidenza dell'ignoranza, si pone rimedio ricorrendo al corso di recupero, come intervento estremo. Non è meglio prevenire, prima che curare??
Quando leggo che non potrà essere superata la soglia del 30% di studenti extracomunitari per classe e che si riducono gli incentivi alle scuole serali, mentre vengono proclamati discorsi di tutt'altro tipo, rimango allibita. Ieri (24 Settembre 2009) si è tenuta nel cortile del Quirinale la Giornata inaugurale di Inizio ufficiale dell'a.s., alla quale hanno presieduto il Capo dello Stato ed il Ministro Gelmini, di fronte ad una platea di studenti addobbati a festa, con la “divisa” ispirata ai colori della bandiera italiana. I discorsi perbene, pronunciati con enfasi da parte delle autorità politiche, vertevano sul motto “no alla discriminazione, sì alla meritocrazia”. Ma come si può parlare così, quando per primo, il governo, discrimina gli extracomunitari a non essere più di un tot per classe? E per giunta con una mossa in controtendenza, dato che l'immigrazione è in costante aumento! La stessa discriminazione è da collegare alla distinzione tra studenti in età scolare e studenti adulti, penalizzati perchè sono appunto fuori età.
Come si può, inoltre, parlare di meritocrazia, quando lo stipendio di un insegnante è paragonabile a quello di un operatore ecologico (con tutto rispetto per la classe lavoratrice in questione), quando le ore di lavoro settimanali svolte da un docente vengono contate soltanto in base alle ore di lezione della mattina, e quando nelle scuole italiane manca un supervisore che controlli lo svolgimento effettivo della programmazione didattica e che valuti l'organizzazione degli istituti??
Una situazione che illustra chiaramente il degrado totale nel quale sono immerse le scuole italiane, abbandonate alla deriva di qualsiasi sostegno, è la mancanza del materiale di base col quale e nel quale lavorare, tipo fogli, gessi, toner, carta, aule, lavagne, cartine geografiche, laboratori. E quando questi oggetti si trovano nelle scuole, spesso sono da rimettere a nuovo. Dall'inizio di questo a.s. ho letto diversi reclami da parte di genitori rivolti ai dirigenti scolastici, perchè nell'istituto frequentato dal proprio figlio mancavano tali materiali, quindi sono stati costretti a fare colletta e a comprarli con i loro soldi.
Anche la forma di reclutamento degli insegnanti cambierà: si elimineranno le SSIS (Scuole di Specializzazione per l'Insegnamento nelle Secondarie, frequentate dopo la laurea ed il superamento di un concorso a numero chiuso, della durata di due anni, con studio intenso, esami e tirocini), sostituendole con i Tirocini di Formazione Attiva, che dureranno un solo anno (e che mi auguro non sfornino personale da inserire, senza paga o sottopagato, al posto dei già abilitati docenti inseriti in graduatoria da tempo). Se l'attuale governo sostiene di voler premiare il merito degli insegnanti e di selezionarli secondo le reali esigenze di lavoro, è convinto che questa sia una soluzione, dimezzando il tempo per ottenere l'abilitazione??
A conclusione dello snervante elenco di problemi che affliggono sempre più la nostra Scuola c'è l'immagine di un corpo docente vecchio, decrepito, con un'età media quasi al limite del pensionamento. Stimolante, no?
Se il governo ed i cittadini non rivalutano l'ordine dei provvedimenti più urgenti da attuare a favore dell'intera comunità, l'Italia sarà una nave che affonda nei mari del potere, della corruzione e dell'ignoranza. Altrimenti, tra un ventennio, la nostra società si troverà gestita da avvocati che non conoscono le leggi, da medici che non sanno curare, da ingegneri che non sanno calcolare, da commercianti che non sanno vendere, da letterati che non sanno parlare, e così via, dimenticando il rispetto e l'educazione che un tempo venivano trasmessi dalle maestre.

lunedì 14 settembre 2009

CACCIA AI PIROMANI !!

Di recente, la catena montuosa delle Dolomiti è stata riconosciuta Patrimonio dell'umanità, per la bellezza ineguagliabile dei suoi paesaggi, caratterizzati da forme e colori irripetibili.

Sempre di recente, altri bei paesaggi naturali d'Italia vengono distrutti da incendi dolosi.
Sono andati velocemente in fumo centinaia di ettari di boschi in Liguria ed in Toscana, in particolare nelle zone di Morrona, Castelfranco e Santa Maria a Monte.
Lo scenario più preoccupante si è verificato sui Monti Pisani, tra Calci, Vicopisano e Caprona, dove fiamme altissime e voraci, incrementate dalla forza del vento, hanno devastato le aree verdi, creando un'enorme nube nera. In un solo pomeriggio, 35 roghi sono stati volutamente appiccati dall'uomo!
Ma che uomo è quello che agisce così? Possiamo pensare che appartenga alla specie umana? Il guaio è che, anche gli scienziati più autorevoli, non potrebbero smentirlo.
I piromani, i balordi, gli scellerati e gli amorfi che agiscono con premeditazione – perchè di questo si tratta – calcolando i tempi, le condizioni meteo ed il tipo di terreno, non si rendono conto che in un attimo può finire tutto. E' una vera frase capitale, perchè i naturali ritmi di crescita di una pianta, che può vivere anche più di cento anni, vengono così azzerati in un baleno, con un veloce gesto incosciente. Pensiamo a come sono lenti e graduali nel tempo i processi di sviluppo di una pianta, che da seme diventa pianticella, fino a raggiungere le dimensioni di un albero, con le foglie rigogliose, il tronco robusto ed un'altezza di diversi metri! E pensiamo come, al contrario, un istantaneo ed improvviso gesto possa distruggere una vasta famiglia di alberi, in pochi minuti.
Se invece l'autore di queste distruzioni è consapevole, credo che lo faccia soltanto per avere visibilità, per “andare sui giornali”, per essere letto e commentato dall'opinione pubblica, quindi per sentirsi importante o soltanto per acquistare un'identità.
Il piromane è un'emblematica figura sociale, che si reputa uno stratega di guerra ed un potente comandante, mentre è in realtà solo una povera vittima di impulsi istintivi che non riesce a controllare. In lui, il fuoco in fiamme, la distruzione di beni pubblici ed il terrore che si diffonde tra la gente, generano soddisfazione, godimento, piacere estremo, perchè sa di essere il responsabile di tanta agitazione. E' un malato come lo era l'imperatore Nerone che, in preda alla follia ed alla crudeltà, distrusse con un incendio l'antica città di Roma.
Come si può uccidere in maniera così barbara un patrimonio ambientale che cerca di salvarci dall'inquinamento, che infonde benessere ai nostri polmoni e ai nostri sguardi, e che ha segnato la storia dei nostri bisnonni, senza contare che le colline toscane non hanno paragoni nel resto del mondo?
Già la nostra madre Terra è parecchio compromessa dai nostri pericolosi e progressivi stili di vita, perciò soffre dell'effetto serra e delle sue innumerevoli conseguenze, come l'aumento della temperatura.........
Già si preannuncia un'ipotetica fine del mondo nel 2012, cioè tra tre anni...............
Ci aggiungiamo anche questi spietati atti di inciviltà, e non ci resterà neanche un piccolo spazio di giardino per veder crescere dei fiori!

sabato 12 settembre 2009

MANCANO LE NOTIZIE

Autorevoli giornalisti contemporanei riconoscono che la stampa italiana è ormai arida di articoli che facciano veramente notizia e che trasmettano un'effettiva informazione pubblica. Si leggono infatti quotidiani infarciti di paginate contenenti andamenti della Borsa, riepiloghi di partite calcistiche già disputate, annunci di offerte lavorative e cronache mascherate sul circense scenario politico nazionale, senza considerare i ridondanti inserti pubblicitari.
Questo perchè sono scomparsi illustri relatori della realtà, come Enzo Biagi e Indro Montanelli, che svolgevano il proprio compito in modo serio e costruttivo per la società, liberi da dipendenze di natura politica o imprenditoriale – come si verifica purtroppo oggi – ed assidui lottatori per la conquista della verità.
Il misero spessore culturale – di una cultura che si apprende pure dal resoconto delle vicende di tutti i giorni – dei nostri giornali deriva anche dal fatto che mancano concretamente le notizie. News illuminanti, che riescano ad aprire gli occhi dei cittadini sul ventaglio completo delle dinamiche degli eventi, non si ritrovano nella carta stampata che viene finanziata unicamente dai partiti politici e che è costretta a rispondere in base agli ordini del padrone. Vengono quindi veicolate molte informazioni, riscritte narrazioni preconfezionate, diffusi parziali avvenimenti e pubblicate soltanto le affermazioni lecite, nel senso che si dimostrano in linea con la maggioranza politica del Governo, mentre i dolenti retroscena vengono taciuti.
Al contrario, le vere notizie, quelle affidabili, da destinare ai comuni cittadini, dovrebbero ricoprire un'azione rivoluzionaria, di opposizione alla maggioranza, di controtendenza rispetto alle direttive “ufficiali” dei “più” e dei “più forti”, per far capire che non esiste un'unica verità assoluta, perlomeno quella decantata da chi finanzia il giornale e da chi sta sul piedistallo governativo.
Ci vorrebbe una ventata d'aria fresca a spazzare via per sempre le ruggini di questo sistema giornalistico, a slegare il bavaglio che oscura gli scandali in stile boccaccesco che tanto fanno sorridere e divertire ultimamente il resto del mondo. All'estero la stampa pubblica ci deride, rimane allibita dalla politica del bel Paese e si meraviglia su come gli Italiani abbiano potuto votare ripetutamente l'attuale Presidente del Consiglio, coinvolto anche in un giro di prostituzione.
In Italia, invece, vige una perenne omertà, per cui si ha paura a scrivere e a parlare di corruzione della classe politica, di nebbia sui contorti processi legali, di potere acquistato e ceduto sempre di più alle organizzazioni mafiose e, infine, di “era delle puttane”, come ha usato appropriatamente Antonio Padellaro, uno dei pochi giornalisti tenaci.
Ecco che, scavando tra le cronache straniere e le dichiarazioni di pochi validi giornalisti, emergono le trame di veritiere storie, di nascoste verità, di mancate notizie.