Il 9 novembre di venti anni fa venne abbattuto il muro di Berlino, simbolo della Cortina di ferro che, oltre ad impedire il passaggio da Berlino Est a Berlino Ovest, divideva l'Europa in due zone d'influenza politica: quella controllata dall'URSS e quella guidata dagli USA. Fu il leader del Partito Socialista Unitario della Germania a darne l'annuncio in televisione: “Per accontentare i nostri alleati, è stata presa la decisione di aprire i posti di blocco”. Gli Stati alleati in questione, Ungheria e Cecoslovacchia, facenti parte del Blocco orientale o sovietico, promossero nel 1989 delle dimostrazioni di massa contro il governo della Germania dell'Est e concessero il transito di treni nazionali verso Berlino, rompendo alcuni punti di passaggio del muro.
Le reazioni di questi due Paesi furono emblematiche di una situazione sociale di malessere diffusa nell'Est europeo, prigioniero della collettivizzazione forzata dell'agricoltura, della repressione dell'industria e del commercio privati e della mancanza di risorse da investire. Il muro, quindi, significava un blocco coatto dell'esodo dall'Est all'Ovest, dal regime comunista al sistema ideologico e politico-economico liberista. Per riuscire in questa impresa i soviet russi costruirono, a partire dalla notte tra il 12 e il 13 agosto 1961, una barriera in cemento armato e filo spinato, che nel tempo raggiunse l'altezza di 3,60 m. e la lunghezza di 155 Km. distribuiti per 192 strade di Berlino; il muro venne inoltre rinforzato con altri strati e con la “striscia della morte” all'interno: una zona protetta da trincee anticarro, torri di guardia e cecchini armati.
Durante i ventotto anni di resistenza del muro, le persone uccise furono 239, quelle ferite 850 e quelle arrestate molte migliaia, mentre cercavano tutte di superarlo per riappropriarsi delle proprie libertà, per ricongiungersi con amici e familiari, per continuare a lavorare o a studiare nella zona occidentale di Berlino, per riacquistare i diritti inalienabili degli uomini.
La Germania risulterà ufficilamente riunificata, riconquistando la sua unità nazionale, il 3 ottobre 1990.
Nel commemorare il ventesimo anniversario della caduta del muro, di fronte alla Porta di Brandeburgo, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha fatto comunque presente che la riunificazione della Germania non è ancora del tutto completata, poiché la parte orientale ha un tasso di disoccupazione doppio rispetto alla parte occidentale, proprio in seguito alle loro differenze strutturali.
Il Parlamento italiano, con la legge n. 61 del 15 aprile 2005, ha dichiarato il 9 novembre “Giorno della libertà”, evento-simbolo per la liberazione di Paesi oppressi ed auspicio di democrazia per le popolazioni soggette al totalitarismo. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha poi commentato questa giornata di ricordo come la fine degli schemi ideologici del '900 e l'inizio della seconda Repubblica, anche se viene da riflettere sugli altri muri che affliggono l'umanità: i muri della fame, della povertà, delle malattie, dell'odio, dell'indifferenza e delle guerre attualmente in corso, ma di cui non si parla.
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Grazie per la lezione di storia. Mi ci voleva.
RispondiEliminaSe hai voglia potresti postare qualche approfondimento su questo tema.
Ah, ti sei dimenticata anche il muro nella testa della gente dei giorni nostri, nel senso che hanno la testa dura come il muro.
Fab